25/09/22 Ora e sempre inferenza! (55)

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Il ministro della istruzione e del merito Vaiespara fa coppia con il ministro Lollobrigidino alla agricoltura e la sovranità alimentare. Non coppia in senso biblico ma coppia nel senso delle uova: ricche di contenuto, talvolta marcio, ma, mediaticamente, fragili. Entrambi rilasciano dichiarazioni senza riflettere sul fatto che essendo, loro malgrado, ministri non possono comportarsi come gli avventori del bar sport. Parlano a vanvera. Da quello che dicono, i contenuti appunto, si capisce quanto siano sfascisti.

Lollobrigidino non si fa sfuggire un incontro della Coldiretti. Esistono altre associazioni di produttori agricoli di sinistra ma da quelle il ministro non va molto volentieri. Lollobrigidino ha dichiarato, a margine di un convegno-studio, della Coldiretti, che il suo obiettivo è far si che sui prodotti alimentari itagliani compaia il tricolore perché il cibo patrio “E’ mejio assaj! Si uno se vo’ magna’ ir parmesan faccia come glje pare ma a noi ce piace la robba nazionale.”  Povero ministro, qualcuno gli dovrebbe dire che siamo in Europa dove c’è la libera circolazione delle derrate alimentari, dove è vietato, per accordi sottoscritti da tutti, attivare misure di protezione nazionale. Il ministro non sa o se lo sa fa finta di non esserne al corrente che la norma europea prevede che se il principale ingrediente di un alimento non concorda come origine con la denominazione del prodotto di cui fa parte, sulla etichetta deve essere indicata la provenienza di questo ingrediente. Esempio classico l’olio di oliva, imbottigliato in Itaglia, dove si deve scrivere se sia itagliano, da Paese della Unione Europea o se extra UE. Questa norma è contrastata dai produttori itagliani di alimenti patrii. Torna male scrivere sulla bresaola che la carne viene dal Brasile o su certi prosciuttini che i maiali sono, magari, olandesi. Ma se Lollobrigidino lo possiamo capire perché è, al momento, ignorante nella sua materia, Vaiespara non può avere giustificazioni: è il ministro della istruzione e del merito! Commentando un episodio di bullismo ha dichiarato che il ragazzo colpevole, deve essere comandato a svolgere lavori socialmente utili perché si deve umiliare davanti alla società. Dice il ministro che l’umiliazione è un mezzo necessario per maturare. Caro Vaiespara ma se i lavori sono socialmente utili non è mica umiliante eseguirli. Se umiliarsi pubblicamente è la strada per maturare allora le consiglio, vivamente di procedere: mi pare che proprio lei ne abbia particolarmente bisogno.

“La Poponi ieri ci ha regalato una perla: “ Vojio fa’ ‘a repubblica presidenziale nder solco della Costituzione!”

A Borgia, ma che vor di’?

 

(nda) in queste c’è pasticche vivono e operano personaggi inesistenti frutto delle mie allucinazioni.

 

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