25/09/22 Ora e sempre inferenza! (56)

25/09/22 Ora e sempre inferenza! (56)

Sabato mattina in casa Poponi. Borgia sta facendo colazione avvolta nella sua vestaglia di peloncino rosa con le ciabatte dello stesso colore sormontate da un gigantesco pon-pon. E’ sola, lo sguardo perso nel vuoto, mangia con gesti automatico latte itagliano e riso soffiato padano. Entra nella stanza la Signora Portaborsette che è, al solito, già vestita di tutto punto. “Buongiorno Borgia” esordisce la factotum “pensavo di trovarti già pronta. Ti ricordo che stamattina abbiamo un incontro con Taddeo Mussalvini e Battista Itagliani, dopo devi andare ad inaugurare la nuova fontanella alla Garbatella, poi dobbiamo correre all’aeroporto perché ci aspetta l’elicottero per Dongo dove devi presenziare l’incontro nazionale dei produttori nazionali di souvenir itaglici. Prima di rientrare ci aspetta a cena Salvio Bruscoloni nella sua villa di Mascherio. Una cena a lume di candela tra voi due. Tranquilla io sarò tutto il tempo nascosta sotto al tavolo per intervenire in caso di necessità. Borgia ma mi senti?” La Poponi è persa nel vuoto e non ha mostrato reazione alcuna alle parole della Signora Portaborsette. “A Bo’, ce sei o ce fai?” l’aiutante assoluta è passata al gabbatellese più diretto ed espressivo “si nun me risponni pijo quella porta e nun m’arivedi manco cor canocchiale!” La Poponi così, opportunamente, sollecitata sbatte i suoi ipotiroidei occhioni ed esclama: “Tutta la notte, tutta la notte Bonito m’ha parlato. Nun ho chiuso occhio. E devi cambià li gerarchi, e devi rifonda’ l’impero, e ndo so’annati li comunisti? E ‘ndo so’ le piazze e le strade intitolate a Bonito Musolino? Una robba da fa sta male un bisonte!”

La Signora Portaborsette annuisce mentre parla la Poponi quindi “Bo’ quanno hai fatto er patto con LUI te lo potevi immgina’ che sarebbe stata una rottura di coijoni. Mo’ te lo devi de sciroppa’.” In pochi minuti la Pulzella è pronta con il suo tajierino color celeste ed esce per la prima riunione.

A palazzo Bigi Taddeo Mussalvini e Battistia Itagliani sono in attesa di Borgia da più di mezz’ora. Taddeo sta dicendo a Battista: “Senti Battista se non la facciamo fuori quella ci mette al muro a me a te e a Salvio. E’ ovvio che sto parlando per metafore. Ho sentito che più tardi va a Dongo, io ci avrei un bel gruppetto di fuoco padano…” Battista molto diplomaticamente risponde: “Taddeo porta pazienza si tratta di aspettare qualche mese poi Borgia si farà da parte da sola. Non può resistere a lungo a tutti questi stress.” Taddeo è dubbioso. Ha caldo, si toglie la giacca, da sotto la camicia bianca di popeline si intravede la scritta della felpa della salute: “E daije alla romana ladrona!”

  

(nda) in queste c’è pasticche vivono e operano personaggi inesistenti frutto delle mie allucinazioni.

 

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