25/09/22 Ora e sempre inferenza! (63)

 

25/09/22 Ora e sempre inferenza! (63)

Notte insonne a Mortacciano, quartiere meridionale dell’Urbe, dove vive Borgia Poponi, Bonito Musolino si è manifestato alla Pulzella della Gabbatella e, questa volta, non soltanto con la voce. Borgia stava andando a dormire con la sua vestaglia rosa peluche e ciabatte in tinta, con grandi pon-pon, ed un bicchiere di acqua di Nepi in mano, quando, in piedi sul divano, lo vede. Bonito indossa la divisa grigio verde, in testa la bustina dello stesso colore, bandoliera, cinturone, fondina con tanto di revolver. Le mani sui fianchi, la mandibola protesa, gli occhi fiammeggianti: “A NOI! EIA, EIA, ALALA’” grida con voce tonante.

Borgia si schianta sulla poltrona antistante al divano, il bicchiere d’acqua ancora in mano benchè con metà del liquido, “A li mortacci…parla piano, sti cazzi, se me sveji Berna semo fregati!”

“Me ne frego!” Bonito ha ancora un tono bellicoso ma un volume della voce più che accettabile per la situazione.

“Se po’ sape’ che voi?” domanda una Borgia piuttosto scossa. “Bene! Vedo che mi state, finalmente, parlando con l’itaglico VOI! Basta con il borghese LEI e l’odioso TU! La rivoluzione fassista da me condotta alla vittoria ha fatto tabula rasa di queste convenzioni degne delle plutocrazie! Sentite Borgia la dovete smettere di nascondere il vostro vero sentimento dichiarandovi non sostenitrice di quanto noi facemmo! Alzate quel braccio e tendetelo con romano orgoglio gridando come vi si conviene DUCE, DUCE, DUCE!”

Il volume si è di nuovo fatto intollerabile e la Poponi sbotta: “Ah Bonito la dovete abbozza’ con questa storia. Li tempi so’ cambiati, C’avemo la televvisione a colori! Li giornalisti so’ lì belli piazzati per pijarme in fallo. Maggari ce fosse ancora il cineggiornale Luce. Mo’ se devo prendere quarchecosa su uno scaffale devo farlo col braccio sinistro altrimenti…apriti cielo. La Poponi sta a fa er saluto romano.”

“Se il problema sono i giornalisti fateli arrestare. Dopo un fine settimana negli uffici della CECA vedrete che il loro disfattismo si convertirà in patrio orgoglio. Giornale e moschetto fassista perfetto! Caspita, da dove mi vengano questi musoliniani motti?”

“A duce voi la state a fa’ facile. Con il core in mano ve devo di’ che ce vedo nero…”

Bonito esulta:” Brava Poponi è questo che dovete fare vederci nero! Dare ai ricchi togliendo al popolo non paga ma dare al popolo dei sogni irrealizzabili costa poco e si possono lasciare in pace i ricchi. Fate come me! Avviate una campagna di risanamento dei quartieri malsani piccone in mano e busto scultoreo al sole! Trebbiate il grano come se da questo dipendesse il pane del povero! Promettete un Impero! Stritolate gli oppositori e poi non parlate più di Europa ma solo di Itaglia. Dio Patria e Famiglia chi mi ama me se piglia!”

La Poponi ha chiuso gli occhioni blù e piange. Possibile che nemmeno Bonito capisca la situazione. Mentre singhiozzando sta per addormentarsi non può fare a meno di avvertire una certa puzza di piedi. Ma ai fantasmi possono puzzare i piedi?

(nda) in queste c’è pasticche vivono e operano personaggi inesistenti frutto delle mie allucinazioni.

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